Il progetto INAR – Italian Network of Artistic Research, finanziato nell’ambito del PNRR – NextGenerationEU si è sviluppato nel biennio 2024–2026, coinvolgendo sedici tra istituzioni AFAM e università italiane. INAR nasce come risposta a criticità strutturali del sistema AFAM: frammentazione delle pratiche, limitata visibilità internazionale, assenza di infrastrutture digitali condivise e mancanza di un lessico comune capace di restituire la complessità epistemologica della ricerca-creazione. In questo senso, il progetto nasce nel 2023 con l’obiettivo di valorizzare i percorsi di ricerca-creazione all’interno delle istituzioni AFAM, e di rinnovare le modalità in cui la ricerca è intesa e praticata nelle istituzioni stesse, implementando metodologie innovative di indagine artistica.
Dal punto di vista scientifico, INAR si configura come progetto orientato all’azione, articolato in Work Packages interconnessi, in cui la dimensione progettuale non è accessoria ma costitutiva del processo conoscitivo.
Il Work Package 1 (WP1) è stato dedicato alla mappatura delle pratiche di ricerca-creazione nelle istituzioni AFAM. Tale mappatura non è stata concepita come operazione classificatoria, ma come processo dialogico fondato su oltre cento interviste semi-strutturate a docenti-artisti-ricercatori provenienti da ambiti disciplinari eterogenei. L’intervista è stata strutturata in sezioni (Interno, Esterno, Prospettive, Ricerca-Creazione) volte a far emergere non solo procedure e metodologie, ma anche dimensioni affettive, relazionali e posizionali della pratica.
Un elemento metodologico è stata la richiesta di individuare parole chiave capaci di sintetizzare la propria ricerca. Dall’analisi ermeneutica dei lemmi emersi si è sviluppato il Glossario della ricerca artistica, concepito non come repertorio normativo, ma come dispositivo poetico-concettuale. La scelta dei termini non risponde a criteri di frequenza statistica, bensì a una logica di risonanza e tensione interna alle pratiche.
Work package 1 – (WP1)
Libro open access
Unframing knowledge – Artistic Research Beyond Theory and Practice
Napoli 27 – 29 ottobre 2025
La comunità scientifica internazionale nel settore della ricerca artistica fin dagli anni Novanta ha avviato un percorso di ridefinizione dei metodi e delle prassi di studio e di insegnamento delle discipline artistiche, ma solo negli ultimi anni in Italia la pratica della ricerca-creazione è stata acquisita come attività di indagine e osservazione, rinnovando i metodi, gli strumenti e i concetti che sottendono le pratiche artistiche. Esse diventano, così, le alleate dell’artista-ricercatore che, attraverso di esse, cerca di comprendere e modificare le strutture relazionali sottese alla costruzione dei valori su cui si basano i nostri modi di esistere.
In questo quadro si colloca il convegno Unframing knowledge, che già nel titolo rinvia all’intenzione di scardinare le cornici della conoscenza, per costruire un linguaggio interdisciplinare della ricerca, tra teoria e pratica, Nuovo Umanesimo e nuovi linguaggi della comunicazione, all’interno di un progetto di ricerca nazionale che crea una rete internazionale, in un percorso innovativo, complesso, lungo e articolato.
Il tema cardine delle diverse sessioni verte intorno alla possibilità di dare una definizione di ricerca-creazione, da distinguere dalla pratica artistica e dalla ricerca scientifica. A tale proposito le posizioni culturali sono molto differenti. Ciò che unisce tutti i partecipanti è la necessità di esplicitare il processo creativo dell’opera d’arte, ma anche il profondo nesso tra arte e ecologia, nel senso etimologico della grecità, e la carica politica dell’azione artistica contemporanea. In definitiva, ci chiediamo sempre più convinti “not what art is but what art is for”.
Durante il convegno sono stati presentati i primi risultati della ricerca Italian Network of Artistic Research: in particolare Andrea Giomi, Irene Biolchini e Alessandro De Francesco dell’Accademia Albertina, Istituzione Capofila, hanno presentato il glossario della ricerca-creazione, cui hanno lavorato Giuseppina De Marco, Laura Mileto, e Noemi Mauri, la quale ha presentato la struttura cartografica del data base, sul modello di quello elaborato dall’Università di Grenoble.
Per approfondire
Sympoiesis Symposium – Convegno internazionale 2026
Torino 20 – 21 gennaio 2026
Il 20 e 21 gennaio 2026 si è svolto presso l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, Capofila progetto INAR, il convegno internazionale Sympoiesis Symposium. Artistic Research in Europe, che ha rappresenttoa una tappa strategica per la definizione del paesaggio della ricerca artistica in Italia e per il suo dialogo con la scena internazionale. Il simposio, che ha esplorato traiettorie, pratiche e prospettive teoriche della ricerca-creazione nel contesto internazionale e italiano, è stato strutturato in due giornate: il 20 gennaio una sessione inaugurale dedicata a studiosi e artisti-ricercatori provenienti da diversi paesi, che hanno condiviso esperienze, metodologie e strategie istituzionali nel campo dell’Artistic Research, favorendo un confronto aperto tra differenti ecosistemi culturali e accademici. La seconda giornata del 21 gennaio si è configurata come un momento operativo e strategico: tavoli di lavoro tematici hanno riunito rappresentanti di istituzioni italiane, per delineare un bilancio della ricerca-creazione in Italia e costruire prospettive condivise per il futuro.
Il 21 mattina si è svolta la tavola rotonda sul tema La ricerca-creazione e le riviste: AFAM e oltre, e il 21 pomeriggio la tavola rotonda Collective Re-Readings of the INAR Artistic Research Lexicon, importante momento di presentazione e analisi critica dei lemmi del primo glossario sulla ricerca-creazione nel settore AFAM.
Per approfondire
Dialoghi sull’arte
Reggio Calabria 14 novembre 2025 – 5 febbraio 2026
Per approfondire
Work package 2 – (WP2)
Il Work Package 2 (WP2) ha tradotto il patrimonio lessicale e concettuale del WP1 in una cartografia digitale interattiva. La piattaforma sviluppata nell’ambito di INAR, basata su un’infrastruttura semantica interoperabile, non funziona come archivio statico ma come ambiente esplorativo. I lemmi del glossario sono visualizzati come nodi di una rete dinamica, le cui connessioni sono generate attraverso modelli linguistici e tecniche di embedding e successivamente proiettate in uno spazio bidimensionale mediante algoritmi di riduzione dimensionale.
Per approfondire
Work package 4 – (WP4)
ARWE – Art Research World Expo
Torino 2026
ARWE – Art Research World Expo Torino 2026, costruisce uno spazio di confronto tra arte e sperimentazione contemporanea internazionale con opere di artisti di nuova generazione provenienti da ventuno Scuole d’arte italiane e da ventisette istituzioni universitarie similari di diciotto paesi esteri.
L’iniziativa si inserisce nel progetto INAR – Italian Network of Artistic Research e ARWE, finanziato dall’Unione Europea – Next Generation EU – con le risorse previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Ideato e promosso dall’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, l’evento è nato per valorizzare i percorsi di ricerca-creazione all’interno del sistema dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM).
Mostre d’arte visiva, performance, teatro, danza, circo, opera, workshop, incontri e pratiche artistiche diffuse in diversi luoghi di Torino. Un programma che intreccia linguaggi artistici interdisciplinari e pratiche curatoriali, offrendo occasioni di incontri aperti alla comunità accademica e alla città.
L’obiettivo del progetto, dedicato all’internazionalizzazione delle istituzioni dell’Alta Formazione Artistica e Musicale, AFAM, è valorizzare i percorsi di ricerca-creazione, legittimando la ricerca artistica come strumento di indagine, produzione di sapere e veicolo di innovazione.
Per approfondire
Opere realizzate dagli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, con la guida dei docenti
iForest
Scultura: Aliquò Daniela, Chiara Marzano, Eros Verzì, Mayaud Selene Yvonne, Porto Gian Marco.
Tracce sonore: Alessandro Spano, Annalara Profiti, Antonio Zappone, Chiara Siclari, Giovanni Palermo, Girolamo Raccosta, Marianna Giarmoleo, Nadia Priya Condoluci, Rebecca Papalia, Sofia Lauteta.
Stampa 3D: Domenico Giunta.
Per approfondire
Burocrazia
Carmelo Ventura.
Materiale: Gesso
Anno: 2024
Dimensioni: 20 gusci di tartaruga, variabile, installazione modulare. Pezzo singolo: 30 cm
L’opera Burocrazia si inserisce nel dibattito contemporaneo sui processi di trasformazione ambientale e sociale, indagando la tensione tra l’inerzia dei sistemi umani e l’urgenza del cambiamento ecologico. I venti gusci di tartaruga in gesso costituiscono un dispositivo simbolico e materico attraverso il quale si mette in scena la lentezza strutturale che caratterizza le dinamiche amministrative e politiche nella gestione del pianeta. La tartaruga, emblema di longevità e di equilibrio naturale, viene svuotata della propria vitalità e ridotta a pura forma, a contenitore privo di corpo. In questa spoliazione si riflette la condizione della natura nell’epoca dell’iperconnessione: un ecosistema depotenziato, immobilizzato da logiche di controllo e da meccanismi burocratici che, pur dichiarando di proteggere, finiscono per cristallizzare l’azione. La serialità dei venti elementi, la loro disposizione nello spazio e la scelta del gesso come materiale fragile e deperibile costruiscono una metafora visiva della ripetizione sterile e della fragilità istituzionale. L’opera diventa così un atto di denuncia poetica nei confronti di un sistema che, di fronte alla crisi climatica, continua a rispondere con lentezza, formalità e distacco.
Per approfondire
Dove tutto torna
Sceneggiatura: Luca Scornaienchi.
Disegni: Martina Aiello.
Martedì
Gabriele Gambacorta.
Titolo: Martedì
Anno: 2025
Materiali: Monitor
Dimensioni: 4096 X 2160
Durata: 05:04
Concept
“Martedì” esplora il valore del fango come metafora di tutto ciò che ci circonda nel quotidiano, ciò che ci sembra ormai scontato. Attraverso la metafora delle carte, e l’immensità della foresta, il cortometraggio racconta una ricerca interiore dove ciò che è prezioso si nasconde tra le foglie ormai cadute degli alberi della foresta, luogo scartato dalle nostre curiosità ed esplorazioni. “Martedì” suggerisce che il valore autentico delle cose, come il sette d’oro, spesso giace davanti a noi, sepolto nel fango dell’abitudine.
La bagnarota
Maria Carmela Macrì.
Titolo: La bagnarota
Materiali: Video
Dimensioni: 1920 X 1080
Durata: 04:30
Script
La mia storia parla di una ragazza di oggi che rimane colpita dalla figura della Bagnarota, la donna forte e coraggiosa di Bagnara Calabra. Più scopre di lei, più sente di volerle somigliare. Così decide di immedesimarsi: porta i pesi, cammina per le strade, affronta la stessa fatica. Lo spettatore viene accompagnato indietro nel tempo, tra sudore, dignità e spirito di sacrificio. E alla fine la ragazza capisce che la forza della Bagnarota non è solo storia: è un’eredità che vive ancora.
In catalogo































