Spazio e materia – Giuseppe Negro

Incontro n.3 - Dialoghi sull'arte - Progetto PNRR INAR Italian Network of Artistic Research.

Giuseppe Negro

Nell’ambito del progetto PNRR Italian Network of Artistic Research, di cui è capofila l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, diretta da Pietro Sacchetti, presenta il terzo incontro del progetto formativo “Dialoghi sull’Arte”, curato dal Responsabile Scientifico Giuseppina De Marco. Si tratta di un ciclo di incontri con artisti di diversa provenienza e di chiara fama, che mira a far conoscere i temi di ricerca e i processi creativi dell’arte contemporanea del nuovo millennio.

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Martedì 16 dicembre 2025 dalle ore 9,30 alle ore 13,30 e dalle 14.30 alle 17.30 presso l’Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria si svolgerà l’incontro con Giuseppe Negro sul tema Spazio e materia, aperto agli studenti e ai docenti.

Giuseppe Negro

Giuseppe Negro (CZ 1974) nel mese di ottobre 2025 è stato vincitore del 52° Premio Sulmona sul tema “To think. L’arte contamina lo spazio” con Tempo, assemblaggio di legno bruciato e tessuto ricamato su tela. Nello stesso mese ha partecipato a due mostre collettive, tuttora in corso: Noismi. Per un futuro senza ismi, curata da Michele Citro nel Museo della Reggia di Portici (NA); Dove non siamo mai stati, a cura di Giuliana Schiavone al Museo Archeologico di Santa Scolastica di Bari. Ha conseguito il Diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Catanzaro con Luigi Magli, diventando assistente nelle cattedre di “Decorazione” e “Plastica Ornamentale”. Contemporaneamente ha lavorato per la Soprintendenza e per alcuni Poli Museali calabresi come il Museo dell’Arte dell’Ottocento e Novecento di Rende (CS) allora diretto da Tonino Sicoli, il MARCA e il Parco Archeologico di Scolacium (CZ). Come allestitore e progettista, ha collaborato con numerosi artisti e designer di fama internazionale, tra cui Mimmo Rotella, Alessandro Mendini, Daniel Buren, Michelangelo Pistoletto e Alex Ketz. Senza tralasciare il lavoro artistico.

Non potrei prescindere dalla ricerca e dalla sperimentazione, non solo un modo di fare e guardare larte, ma anche una pratica metodologica che ritrovo nellinsegnamento, cosicché ricerca artistica e didattica si inseguono e si ripercuotono luna sullaltra, quasi ciclicamente”. 

Vincitore del “Premio Internazionale Limen 2016”, indetto dalla Camera di Commercio di Vibo Valentia, nella sezione Maestri di Calabria a cura di Enzo Le Pera, ha partecipato nel 2015 a BoCs – I martedì critici, residenza artistica a Cosenza, a cura di Alberto Dambruoso. Giuseppe Negro, partendo da una solida preparazione pittorica, ha scelto come materia più adeguata alle sue composizioni spaziali il legno bruciato, che esprime al meglio la sua vocazione al recupero, alla rilettura e alla rivisitazione della memoria del tempo. “Ogni intervento prova ad essere non mera violazione di una forma, ma trasformazione del dato reale precostituito, per accrescerne il valore con un gesto artistico carico di appropriazione e tutela. È quanto accade con i tessuti, intelati e fissati a parte oppure impiegati alla stregua di tappeti; ma anche con il carbone, in special modo con le carte geografiche (breve ciclo di opere a cui ho lavorato tra il 2013 e il 2014) che annullano lhic et nunc a favore dellindistinzione delleterno”. È stato invitato a partecipare ad una serie di mostre importanti, come “Visione in-attesa”, mostra del patrimonio dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro presso il Complesso Monumentale del San Giovanni; “I’m on fire” presso la Galleria Ellebi di Cosenza, a cura di Martina Cavallarin; la V e la VI edizione di “Expo Marche centro d’Arte”; la mostra personale al MARCA di Catanzaro, a cura di Simona Caramia, con la direzione artistica di Rocco Guglielmo ed il contributo critico di Domenico Piraina, direttore responsabile del Polo Museale e dei Musei Scientifici di Milano.

Perno di questa mostra è rappresentare il silenzio, che allude ai momenti di raccoglimento fondamentali nella vita artistica, e ancor di più nella vita di ogni giorno. Credo che lessenza autentica dellarte sia la meditazione. La sola che conduca alla bellezza in chi crea e in chi contempla lopera”.