Utilizzato spesso con i bambini, come attività collettiva di fine anno accademico è proposto un vero e proprio esercizio di attenzione, ascolto e autocontrollo.
Durante il gioco del silenzio, l’insegnante invita a fermarsi, a restare immobili e in silenzio per qualche minuto, li invita a chiudere gli occhi, a rilassare il corpo, a respirare lentamente. L’idea è quella di portare l’attenzione verso l’interno e verso i suoni dell’ambiente: il rumore lontano di un’auto, il canto degli uccelli, un battito d’ali … tutti quei suoni che, nel trambusto della giornata, spesso passano inosservati.
Non si tratta solo di “fare i bravi” o di “stare zitti”, ma di vivere il silenzio come un’occasione per ascoltare, per sentirsi parte di uno spazio condiviso, per scoprire che la calma può essere bella, piacevole, e anche divertente.
È un esercizio che aiuta a conoscersi meglio, a rispettare gli altri e ad allenare una forma di concentrazione profonda. In un mondo rumoroso e sempre di corsa, il gioco del silenzio ci ricorda quanto sia prezioso, a volte, fermarsi e semplicemente … ascoltare.
E se riscrivessimo le regole del gioco?
Per approfondire
Alla fine dell’esercizio, è proposto un concerto con musiche al saxofono interpretate dal docente.