Le discipline STEM, tradizionalmente associate a un approccio tecnico–scientifico, trovano nella pedagogia e nella didattica dell’arte un terreno privilegiato per sviluppare forme di apprendimento interdisciplinari, inclusive e creative.
La matematica, la geometria e il pensiero computazionale possono essere esplorati non solo come sistemi astratti, ma come linguaggi visivi, narrativi e simbolici, capaci di dialogare con l’immaginazione e l’esperienza estetica. Opere classiche dell’animazione divulgativa come Paperino e la matematica (Disney, 1959) dimostrano come concetti complessi possano essere resi accessibili attraverso il racconto, il ritmo visivo e la metafora. Allo stesso modo, Flatlandia di Edwin A. Abbott, nelle sue numerose trasposizioni visive e animate, rappresenta un esempio paradigmatico di come la geometria possa diventare strumento di riflessione critica sullo spazio, sulla percezione e sui limiti della conoscenza. In ambito educativo, l’integrazione tra STEM e didattica dell’arte favorisce un apprendimento esperienziale, stimola il pensiero divergente e promuove una comprensione profonda dei fenomeni scientifici attraverso immagini, suoni e narrazioni, contribuendo alla formazione di cittadini consapevoli e creativi.