Giuseppe Boccassini è un filmmaker, ricercatore e curatore attivo tra Berlino e l’Italia. Dopo gli studi in Teoria del Cinema presso il DAMS dell’Università di Bologna e il diploma in Regia Cinematografica presso NUCT Cinecittà a Roma, ha sviluppato una pratica cinematografica orientata verso il found footage, il cinema sperimentale e le pratiche d’archivio.
La sua ricerca si concentra sul rapporto tra immagine, memoria e percezione, attraversando sia il cinema analogico che digitale. Negli ultimi anni il suo lavoro ha esplorato le dimensioni storiche e formali del film noir e del melodramma: il noir costituisce il nucleo di Ragtag (2022), mentre il melodramma e le sue tensioni percettive attraversano Desire (2025). Parallelamente, il suo interesse per la materialità dell’immagine e il cinema industriale ha trovato espressione in Blast Furnace (2024), film costruito attraverso materiali d’archivio che indagano la relazione tra macchina, paesaggio e visione.
Dal 2017 dirige FRACTO – Experimental Film Encounter, festival internazionale dedicato al cinema sperimentale che si svolge a Berlino presso ACUD Kunsthaus. Attraverso il festival sviluppa una ricerca curatoriale focalizzata sulle forme contemporanee del cinema d’avanguardia, del film analogico e delle pratiche espanse dell’immagine in movimento.
Attualmente sta sviluppando Phantom Ride, un progetto di ricerca filmica che intreccia immagini delle prime spedizioni antartiche con il cinema delle attrazioni, riflettendo sul paesaggio, la percezione e l’immaginario culturale dell’Antartide. Parallelamente sta lavorando a una ricerca dedicata al western americano classico, esplorandone le dimensioni iconografiche, paesaggistiche e mitologiche attraverso materiali d’archivio e pratiche di rimontaggio.
I suoi lavori sono stati presentati in festival e istituzioni internazionali tra cui La Biennale di Venezia, FIDMarseille, Ji.hlava International Documentary Film Festival, Torino Film Festival, IndieLisboa, Image Forum Tokyo, il Museum of the Moving Image di New York e The Warehouse di Dallas. Le sue opere sono inoltre state mostrate in numerosi musei del cinema e contesti dedicati alla preservazione, riattivazione e rilettura delle immagini d’archivio, a testimonianza di una ricerca costante sulle forme della memoria filmica, del found footage e delle possibilità contemporanee del materiale cinematografico storico. Le sue opere sono distribuite da Light Cone e dalla Film-Makers’ Cooperative.
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