Il Sud è soltanto una geografia?
Oppure può essere una posizione da cui osservare
il mondo e le contraddizioni dei sistemi dominanti?
Una premessa
Esiste certamente un Sud geografico, storico e politico. Esiste il Sud come territorio attraversato da disuguaglianze, migrazioni, dipendenze economiche, promesse mancate.
Il Sud non è soltanto un luogo da osservare. È anche un punto da cui osservare. Guardare dal Sud significa guardare il mondo da una posizione in cui le contraddizioni diventano più visibili.
Anche l’arte sembra avere qualcosa a che fare con il Sud.
L’arte emerge quando un linguaggio non riesce più a descrivere il presente, quando un sistema di valori mostra le proprie insufficienze, quando una forma di conoscenza smette di interrogare il mondo.
In questo senso, si potrebbe sostenere che l’arte nasca sempre a Sud di qualcosa.
Il Sud artificiale
Le piattaforme digitali, gli archivi computazionali e i sistemi di intelligenza artificiale non sono spazi neutri. Classificano, ordinano, rendono visibile, escludono. Producono gerarchie, stabiliscono quali dati hanno valore, quali lingue sono rappresentate, quali immagini vengono riconosciute, quali soggetti restano ai margini del sistema.
Esiste un Sud delle immagini e, oggi, esiste anche un Sud dei dati.
Un Sud fatto di archivi incompleti, lingue sottorappresentate, territori poco indicizzati, soggetti non conformi agli standard visivi e linguistici dei sistemi dominanti.
Ma esiste anche un Sud del lavoro digitale: persone che addestrano modelli, classificano contenuti, moderano immagini, correggono errori, rendono possibile il funzionamento delle tecnologie contemporanee rimanendo ai margini della narrazione dell’innovazione.
L’intelligenza artificiale, come ogni infrastruttura di potere, produce il proprio Sud. Lo produce ogni volta che nasconde il lavoro dietro l’automazione, ogni volta che trasforma la complessità del mondo in dataset, ogni volta che presenta come universale un determinato punto di vista.
Parlare di Sud artificiale non è una contraddizione, è dare nome a una nuova periferia.
Non si trova necessariamente su una mappa, ma nelle relazioni tra visibilità e invisibilità, tra automazione e lavoro, tra calcolo e corpi, tra archivi e assenze.
La summer school
Nasce dall’idea che il Sud sia una condizione epistemica e che l’arte possa essere pensata come una pratica che emerge nei punti di attrito, nelle zone di crisi dei linguaggi e delle forme di conoscenza.
Durante i tre giorni di laboratorio, i partecipanti saranno invitati a esplorare il concetto di Sud artificiale attraverso strumenti teorici e pratiche artistiche sviluppate a partire dalla ricerca di Numero Cromatico: percezione, linguaggio, immaginazione, sistemi complessi, intelligenza artificiale e produzione di conoscenza.
L’obiettivo finale sarà la realizzazione di dispositivi o prototipi che rendano visibili le periferie nascoste delle infrastrutture contemporanee.
Numero Cromatico
è un collettivo artistico, centro di ricerca e casa editrice indipendente composto da ricercatori provenienti da diversi ambiti del sapere, dalle arti visive alle neuroscienze, dalla psicologia alla filosofia, dalle digital humanities al design. Il gruppo sviluppa progetti che mettono in relazione sperimentazione artistica e metodo scientifico, concentrandosi sui meccanismi della visione, sul linguaggio e sull’esperienza estetica. Negli anni il loro lavoro è stato presentato e sostenuto da istituzioni pubbliche e private e da gallerie nazionali e internazionali – tra cui il MAXXI (Roma e L’Aquila), la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, il Museo Nazionale Romano – definendo un’identità di ricerca che attraversa arte, scienza e cultura visiva contemporanea.
Per approfondire
Sono aperte le iscrizioni alla terza edizione di SENSEABLE – Summer School dello Stretto, una riflessione sul “Sud artificiale” condotta dal collettivo Numero Cromatico.
L’iscrizione è a numero chiuso e verranno selezionati massimo 30 partecipanti. Possono accedere alla summer school studenti che frequentano il triennio o il biennio all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria; studenti di altre accademie, artisti e ricercatori su richiesta. Sarà data priorità agli studenti e alle studentesse della Scuola di Nuove Tecnologie dell’Arte.
Durante la summer school lavoreremo in gruppo, sperimentando una modalità intensiva di progettazione e condividendo un’esperienza artistica unica. È necessaria la partecipazione a tutte le attività in programma nelle quattro giornate.
Per inviare la tua richiesta di iscrizione puoi compilare il modulo al seguente link
Form di iscrizione
Nel modulo puoi indicare: il tuo nome e cognome; il corso di appartenenza; il motivo per cui vuoi partecipare alla summer school
La richiesta di iscrizione deve essere inviata entro giovedì 23 luglio ore 18:00.
Al termine della summer school verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Per ulteriori informazioni è possibile contattare i docenti alle mail:
p.bommarito@abarc.it oppure g.tufano@abarc.it
La summer school fa parte del programma di
SENSEABLE – Simposio sulle arti elettroniche.
