Narrazioni algoritmiche è una mostra internazionale di videoarte generativa dedicata alle nuove forme narrative che emergono dall’incontro tra autori e sistemi intelligenti.
Narrazioni algoritmiche è presentata nell’ambito della terza edizione di SENSEABLE – Simposio sulle arti elettroniche. La mostra, allestita negli spazi di Villa Genoese Zerbi, edificio storico della città di Reggio Calabria, sarà aperta al pubblico il 4 e 5 settembre 2026.
La mostra riunisce 18 artisti e collettivi provenienti da diversi contesti internazionali:
Yasamin Aharipour, Citron | Lunardi, Francesco D’Isa, Emanuele Dainotti, Samuel Hernandez De Luca, Federico Federici, Robin Kane, Natalie Kaplan, Maria Carmela Macrì, Chiara Moresco, Sierra Renee (JuuJuuMama), Michele Rinaldi, Kenneth Russo, Suzanne Schneider, Dhaval Shah & Nishtha Shailajan, The Klimate, Tristan Zand, Antonio Zappone.
Concept
L’intelligenza artificiale sta ridefinendo il modo in cui produciamo, interpretiamo e condividiamo le storie. Gli strumenti generativi non sono più soltanto tecnologie di supporto, ma interlocutori creativi capaci di influenzare processi di scrittura, produzione di immagini, costruzione di mondi e forme di rappresentazione.
In questo scenario, il concetto stesso di autorialità si trasforma: come cambia il rapporto tra intenzione umana, elaborazione algoritmica e immaginazione collettiva? Quali forme narrative emergono dall’incontro tra immaginazione umana e sistemi generativi?
Narrazioni algoritmiche esplora queste domande attraverso opere video che riflettono, in maniera critica o speculativa, su quattro traiettorie tra loro interconnesse:
Processi narrativi — opere in cui l’IA interviene direttamente nella costruzione della narrazione, non semplicemente come strumento produttivo, ma come agente capace di contribuire alla costruzione di immagini, mondi e significati. I sistemi generativi diventano così strumenti attraverso cui immaginare mondi possibili e dispositivi per interrogare criticamente il presente e il futuro.
Esperienza estetica — opere in cui la generazione algoritmica diventa materia visiva e sensibile, trasformando forme, corpi, paesaggi e metamorfosi. L’IA agisce come spazio di trasformazione della sensibilità e dell’immaginazione, producendo esperienze sospese tra realtà, immaginazione e memoria.
Percezione — opere che interrogano e alterano il modo in cui vediamo, ascoltiamo e interpretiamo ciò che ci circonda. La percezione diventa uno spazio instabile nel quale reale e artificiale, dato e interpretazione, organico e sintetico ridefiniscono continuamente l’esperienza del vedere.
Archivio e dati — opere in cui archivi e dati diventano materia viva da interpretare, trasformare e riconfigurare. Non più soltanto fonti, ma materiali attraverso cui i sistemi generativi ricompongono memorie, relazioni e tracce del presente, dando forma a nuove possibilità di rappresentazione.
Queste traiettorie non costituiscono categorie chiuse, ma direzioni che attraversano e mettono in relazione le opere, facendo emergere modi differenti di abitare lo spazio sempre più poroso tra immaginazione umana, sistemi artificiali e mediazione tecnologica.
Le opere mostrano l’intelligenza artificiale non come un linguaggio univoco, ma come un campo di possibilità in cui immagini, memorie, dati, corpi e narrazioni vengono continuamente trasformati, creando così uno spazio per interrogare le trasformazioni culturali, sociali ed estetiche del presente.
Selezione delle opere
La mostra nasce da una call internazionale rivolta ad artisti che lavorano con il video e i sistemi generativi.
La call ha raccolto 36 candidature, provenienti da diversi Paesi. Le opere sono state sottoposte alla valutazione di un comitato composto da artisti, docenti e collaboratori del progetto SENSEABLE: Matilde De Feo, Giacomo Fabbrocino, Veronica Falzea, Oriana Persico, Michele Tarzia.
Al termine del processo di valutazione sono state selezionate 18 opere, che compongono la mostra.
Contatti
Didascalie digitali
Narrazioni algoritmiche is an international exhibition of generative video art dedicated to new forms of storytelling arising from the encounter between authors and intelligent systems.
Algorithmic Narratives is presented as part of the third edition of SENSEABLE – Symposium on Electronic Arts. The exhibition, hosted at Villa Genoese Zerbi, a historic building in the city of Reggio Calabria, will be open to the public on September 4 and 5, 2026.
The exhibition brings together 18 artists and collectives from different international contexts:
Yasamin Aharipour, Citron | Lunardi, Francesco D’Isa, Emanuele Dainotti, Samuel Hernandez De Luca, Federico Federici, Robin Kane, Natalie Kaplan, Maria Carmela Macrì, Chiara Moresco, Sierra Renee (JuuJuuMama), Michele Rinaldi, Kenneth Russo, Suzanne Schneider, Dhaval Shah & Nishtha Shailajan, The Klimate, Tristan Zand, Antonio Zappone.
Concept
Artificial intelligence is redefining the way we produce, interpret, and share stories. Generative tools are no longer simply technologies of support, but creative interlocutors capable of influencing writing processes, image production, world-building, and forms of representation.
In this context, the very concept of authorship is being transformed: how is the relationship between human intention, algorithmic processing, and collective imagination changing? What forms of storytelling emerge from the encounter between human imagination and generative systems?
Algorithmic Narratives explores these questions through video works that critically or speculatively reflect on four interconnected trajectories:
Narrative processes — works in which AI directly intervenes in the construction of narratives, not simply as a production tool, but as an agent capable of contributing to the construction of images, worlds, and meanings. Generative systems thus become tools through which possible worlds can be imagined and devices for critically questioning the present and the future.
Aesthetic experience — works in which algorithmic generation becomes visual and sensory matter, transforming forms, bodies, landscapes, and metamorphoses. AI acts as a space for transforming sensibility and imagination, producing experiences suspended between reality, imagination, and memory.
Perception — works that question and alter the ways in which we see, hear, and interpret what surrounds us. Perception becomes an unstable space in which the real and the artificial, data and interpretation, the organic and the synthetic continuously redefine the experience of seeing.
Archives and data — works in which archives and data become living matter to be interpreted, transformed, and reconfigured. No longer merely sources, they become materials through which generative systems recompose memories, relationships, and traces of the present, giving shape to new possibilities of representation.
These trajectories are not closed categories, but directions that run through and connect the works, revealing different ways of inhabiting the increasingly porous space between human imagination, artificial systems, and technological mediation.
The works present artificial intelligence not as a single, univocal language, but as a field of possibilities in which images, memories, data, bodies, and narratives are continuously transformed, thereby creating a space for questioning the cultural, social, and aesthetic transformations of the present.
Selection of the works
The exhibition originated from an international open call addressed to artists working with video and generative systems.
The call received 36 submissions from different countries. The works were evaluated by a committee composed of artists, faculty members, and collaborators of the SENSEABLE project: Matilde De Feo, Giacomo Fabbrocino, Veronica Falzea, Oriana Persico, Michele Tarzia.
At the end of the evaluation process, 18 works were selected for the exhibition.
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