Si nu era ruttu era ncora novu novu

Incontro con l’arte di Massimo Sirelli

Massimo Sirelli

Talk incontro con Massimo Sirelli.
L’evento è organizzato da Europe Direct Reggio Calabria, dal Comune di Reggio Calabria ed è curato dall’Associazione Fare Eco con la partnership dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria.

Massimo Sirelli, artista italiano nato a Catanzaro nel 1981 ha maturato nel corso della sua carriera artistica una importante ricerca volta alla sperimentazione e al mix di più linguaggi. Le pubblicità, gli arredi urbani, i mezzi pubblici e i rifiuti: tutto è ambiente di studio e sperimentazione.
Nel suo immaginario creativo gli strumenti e i supporti si mescolano: lo strumento diventa supporto e il supporto diventa strumento.
Nel corso della sua carriera artistica ha sviluppato importanti progetti di comunicazione per noti brand nazionali ed internazionali.

Nel 2013 lancia il progetto “AdottaunRobot.com” la prima Casa Adozioni di Robot da compagnia al mondo. Robottini orfani del progresso industriale e del consumismo sfrenato trovano il loro cuore e la loro anima attraverso l’opera e la ricerca dell’artista, che li assembla e cerca di dar loro una nuova “Famiglia”.

Della sua ricerca scrive:

“Ho sempre avuto la passione per le cose vecchie, mi incantano gli oggetti arrugginiti, dismessi, credo che esprimano un concetto di povera bellezza, affascinante, magnetica quasi. In realtà ho sempre avuto grosse difficoltà a liberarmi dei pezzi rotti, fin da piccolo. Allora capitava che continuavo ad accumularli, conservarli da qualche parte. Erano troppo malandati per venderli e troppo belli per gettarli via. C’era questa scatola di latta, era di mia nonna, la guardavo e la trovavo bellissima. Allora ho iniziato a vederci qualcosa e ho iniziato ad assemblarla con altri pezzi. È nato il primo robot.”

Nel 2019 è stato scelto come unico italiano per creare un’opera che sarebbe diventata parte integrante e permanente di una delle strade principali di Dubai esaltando la connotazione territoriale di quella zona; nacque così la sua “Family Robots”.